Prefazione

 

Mentre scrivio questa Introuzione siamo immersi nel clima di "dolore sereno" per la morte di Papa Giovanni Paolo II.
Al termine della S.Messa, che ha innaugurato il suo lungo pontificato, rompendo gli schemi del protocollo, i primi che con decisione egli andò a salutare non furono i cosidetti "grandi della terra", ma un gruppo di diversamente abili in prima fila sulle sedie a rotelle. Questa attenzione l'ha avuta in tutto il suo pontificato. Ed è un esempio per tutta la Chiesa e per tutti gli uomini di buona volontà.
Dire che la via della Chiesa è l'uomo e l'uomo concreto è un affermazione carica di conseguenze.
Va amato, accolto, considerato,rispettato,valorizzato, messo nelle possibilità di esprimere le proprie potenzialità quell'uomo con quel volto, maschile o femminile, con le sue ricchezze e le sue povertà, con la sua salute e la sua malattia, con le sue capacità e i suoi limiti... Perchè uomo, al di là delle caratterizzazioni fisiche e storiche, ogni persona è fonte di diritti inalienabili. 
Se la Chiesa non percorre questa via non è fedele al suo "unico Maestro", che con le parole e con le opere ci ha mostrato la concreta attenzione a tutti i feriti della vita, anzi -mistero dell'amore sconfinato di un Dio fatto uomoì! - che si è identificato con loro: <<ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me>> (Mt 25,40)
Se la Chiesa di Dio che è in Pozzuoli è in cammino verso il Sinodo diocesano e al centro della sua attenzione e come punto di riferimento delle sue decisioni non può che esserci "ogni uomo", in particolare quelli che vivono nel territorio in cui è chiamata a costruire "la famiglia delle famiglie".
Questa pubblicazione sarà un contributo concreto di cui il Sinodo non potrà non tener conto. in prima fila nelle nostre assemblee eucaristiche domenicali, nelle nostre liturgie e i nostri incontri devono poter esserci anche i diversamente abili!
Quando vado nelle parrocchie e non vedo queste nostre sorelle e questi nostri fratelli, anche se le liturgie sono belle e festose, un velo di tristezza si insinua con forza. "Perchè non sono qui? Perchè nessuno si fa carico di accompagniarli? Perchè le barriere archittetoniche scoraggiano ogni iniziativa? Perchè non sentono la chiesa o la parrocchia la loro casa? Perchè non hanno scoperto il mistero del Cristo morto e risorto, che illumina la vita di ogni uomo, anche se "piegato" fisicamente o spiritualmente? Perchè?...".
Sfogliare questo libro sia una benefica provocazione per rivedere senza pietismi, ma nella considerazione della dignità di ogni persona, immagine e somiglianza a Dio, che spazio diamo come Chiesa e come società civile ad una fetta preziosa di gente del nostro territorio: i diversamente abili.

Gennaro Pascarella     
Vescovo Coauditore      

Liberare la Disabilità
l'impegno della CARITAS

"Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera verso le tre del pomeriggio.Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita e lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta: "BELLA" a chiedere l'elemosina a coloro che entravano nel tempio. Questi, Vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l'elemosina. Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: "Guarda verso di noi".
Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere qualcosa. Ma Pietro gli disse: "non possiedo nè argento, nè oro,ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazzareno cammina!". E, presolo per la mano destra, lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, ssaltando e lodando Dio.
Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio e riconoscevano che era quello che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta Bella del tempio ed erano meravigliati e stupiti per uello che gli era accaduto"(Atti degli apostoli 3,1-10).

Ho voluto riportare integralmente questo brano del libro deli Atti perchè solo alla luce della Parola di Dio che si riesce ad acquisire lo stile del nostro stare accanto alla sofferenza della persona. Pietro e Giovanni hanno dato allo storpio ciò che lui avrebbe sempre desiderato:essere rispettato come persona, con tutta la sua dignità. Questo è stato l'atteggiamento di Gesù verso i poveri e i sofferenti, questo è stato l'atteggiamento dei suoi discepoli, questo è l'attegiamento che viene chiesto a noi credenti in Cristo, quotidianamente.
L'attenzione della Caritas per la persona disabile non nasce semplicemente dall'esigenza propria della Caritas di occuparsi di tutto ciò che nel sociale sembra emarginato e confinato all'ultimo posto, ma nasce fondamentalmente dalla consapevolezza he ogni uomo è creato ad immagine di Dio ed è il riflesso della sua eterna bellezza e come tale esso va amato, rispettato e contemplato come si contempla tutto ciò che è bello.
Desidero ringraziare l'associazzione "Pro HAndiap" che, con la pubblicazione di questa guida, ci ha dato l'occasione di comprenedere che la persona disabile non va aiutata rimuovendo semplicemente le barriere architettoniche, ma liberandola dalla sua disabilità, offrendole la possibilità di sentirsi parte della comunità e non un ammalato da assistere.
Per fare questo occorre rimuovere le barriere architettoniche non tanto dalle nostre chiese ma dalle nostre menti per creare quella mentalità che metta in condizione di accorgersi del disabile e di ritenerlo una persona con i suo diritti e i suoi doveri.
Il nostro sogno è di seguire l'esempio di Gesù e dei suoi primi discepoli: essere capaci di andare oltre le barriere architettoniche per costruire ponti di amore perchè ogni persona possa passarvi con noi "Camminano, Saltando e lodando Dio".

Don Fernando Carannante
Direttore Caritas

Guida all'accessibilità dei luoghi di culto della Diocesi di Pozzuoli

Lo scopo del lavoro realizzato vuole evidenziare quanto è stato fatto e quanto ancora si può fare per rendere le chiese della diocesi di Pozzuoli accessibili a tutti.
Il 2005 è "l' anno Eucaristico" proclamato dal S.Padre, è il terzo anno di preparazione al Sinodo Diocesano nell'anno della pParola Condivisa ed è proprio in questo periodo particolare che si è ritenuto opportuno sensibilizare le comunità parrocchiali, gli operatori della caritas a rendere le nostre parrocchie più accoglienti e accessibili ( bastano tanti piccoli accorgimenti per risolvere tali problemi).

Cosa fare per far si che alla Domenica alla S.Messa ci siano sempre più persone in carrozzina nelle nostre Chiese e non costrette a seguire le funzioni domenicali alla TV a causa delle barriere architettoniche?

Il Presidente dell'Associazzione
di Volontariato "PRO HANDICAP"
Salvatore Iodice